Oggi, durante il banchetto di tesseramento di Legambiente, si parlava di alberi monumentali. Affinché un albero possa essere riconosciuto tale, la segnalazione può partire anche da associazioni come la nostra, ma attenzione, la circonferenza della pianta dovrà essere di un particolare diametro in funzione della specie. La tabella delle circonferenze è a questo link:

https://www.politicheagricole.it/flex/cm/pages/ServeAttachment.php/L/IT/D/3%252Fa%252F0%252FD.cb8afce787aeba72e098/P/BLOB%3AID%3D12186/E/pdf

Non è così scontato che un albero sia monumentale. Mi ero informata per i famosi tigli di via Mazzini. Purtroppo la misura della loro circonferenza, una circonferenza a petto d’uomo, non è sufficiente e pertanto non possono essere tutelati. Usando questo argomento infatti l’amministrazione ha screditato la nostra battaglia, dato appunto che non sono alberi tutelabili come monumentali.

Però, anche se un albero non è monumentale ma è grande e bello, noi pensiamo che vada conservato e curato. Oltre che pensare a nuove piantumazioni, obbiettivo del circolo potrebbe essere, a mio parere, quello di fare capire alle persone che l’albero ha un valore, ma non semplicemente come produttore di ossigeno, bensì come esemplare singolo, come essere che vive e muore come tutti noi abitando il nostro spazio. Prevale oggi purtroppo una mentalità consumistica, l’albero come oggetto di arredamento urbano, che non deve essere vecchio e, in tal caso, che va subito sostituito con una pianta giovane e “nuova”.

Dovremmo apprezzare invece gli alberi che già abbiamo, curarli e tutelarli, sia per evitare un inutile spreco risorse con il loro abbattimento, sia, soprattutto, per rispetto e riconoscenza.

Alice Bellavita

Nella foto un grande pioppo nero, un sopravvissuto, nel territorio di Paullo.

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