Il Comune non poteva consentire l’abbattimento del bosco di Paullo senza l’autorizzazione forestale e paesaggistica. Gli atti della Giunta vanno quindi annullati.

E’ quanto sostiene Legambiente nel ricorso depositato lo scorso sabato 22.01.22 al TAR Lombardia.

I fatti. Fino allo scorso 19 ottobre, data di inizio dell’abbattimento, sul lotto Dd1 di Via Mazzarello in parte incluso nel Parco Agricolo Sud, esisteva un rigoglioso bosco, noto oramai a molti paullesi come bosco di San Pedrino: quattro ettari di robinie, querce, salici, ciliegi, olmi e gelsi.

Per Legambiente quello di via Mazzarello era un bosco a tutti gli effetti e quindi un bene vincolato, che non poteva essere trasformato senza le autorizzazioni di Provincia e Soprintendenza.

Per il Comune di Paullo, invece, no. Secondo la Giunta si può parlare di bosco solo se la formazione boschiva è stata inserita nel c.c. Piano di Indirizzo Forestale di Città Metropolitana (PIF).

“Con il nostro ricorso stiamo chiedendo al TAR di dirci se un bosco è tale quando ha un’estensione e una copertura importanti (come richiesto dalla legge) o se la qualifica di bosco passa attraverso un riconoscimento amministrativo – dichiara Barbara Meggetto presidente di Legambiente Lombardia – Con la delibera di ottobre il Comune ha consentito al privato di compromettere una componente ambientale importante per il benessere dei cittadini e per mitigare il cambiamento climatico. Ci auguriamo che il nostro ricorso possa far capire che la difesa del bene comune è imprescindibile”.

Infine, da Legambiente intendono sottolineare come non solo si sia modificato già ora e irrimediabilmente il paesaggio, ma come non via sia nessun progetto per la “sostituzione” di quanto abbattuto. “E se c’è – ribadiscono da Legambiente – non è mai stato reso pubblico”.

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